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Montecucco Sangiovese DOCG: rosso toscano giovane unico e minerale

Montecucco Sangiovese DOCG: rosso toscano giovane unico e minerale

Il Montecucco Sangiovese DOCG è un vino fermo, rosso, toscano prodotto principalmente nel territorio collinare tra il fiume Ombrone e l’Orcia. Tale zona comprende i comuni di Cinigiano, Civitella Paganico, Campagnatico, Castel del Piano, Roccalbegna, Arcidosso e Seggiano, in provincia di Grosseto, in prossimità del Monte Amiata su terreno di origine vulcanica che è molto particolare. Non sono ammessi, infatti, vigneti con terre argillose.


Il Montecucco Sangiovese DOCG è quindi un vino che riflette le tradizioni vitivinicole toscane da cui traspare un forte legame con il territorio e un potenziale di invecchiamento notevole. È stato riconosciuto come denominazione di origine controllata e garantita (DOCG) a partire dal 2011 e tale caratteristica è riferita unicamente al “Rosso Base” e alla variante “Riserva”.


La carta d’identità del Montecucco Sangiovese DOCG

I vini di questo tipo mostrano un livello di acidità piuttosto contenuto (4,5 g/l) e un titolo alcolometrico di almeno 12%. Si distinguono per un colore rosso rubino profondo che tende a un tono granato nelle varianti più invecchiate, come quelle designate come Riserva. Al naso offrono un bouquet fruttato e sottile, con un predominio del sentore di frutti rossi, come mora e ciliegia. Al palato il Montecucco Sangiovese DOCG si presenta equilibrato, asciutto e con una leggera presenza di tannini. Nelle versioni Riserva, invece, la ricchezza aromatica si intensifica, acquisendo una maggiore complessità, ampiezza ed eleganza, caratterizzate che conduce a sentori di frutti di bosco accompagnati da nette note speziate di cacao, tabacco e vaniglia in prevalenza. Inoltre, al gusto si percepisce un incremento della persistenza, del corpo e del volume. Queste peculiarità sono influenzate dalla maggiore gradazione naturale delle uve, oltre che dai processi di affinamento e invecchiamento a cui il vino viene sottoposto. Il titolo DOCG è in questo caso assegnato solo se il vitigno principale è Sangiovese del luogo per almeno il 90%. Proprio questo tipo di terra conferisce al vino Montecucco Sangiovese DOCG una mineralità unica.


Cenni storici del Montecucco Sangiovese

La storia di questo vino è molto recente e quindi relativamente breve. Il Montecucco Sangiovese, infatti, trova il suo “esordio” a fine Anni Novanta. Infatti, fino a quel momento, il vino “della zona opposta del Monte Amiata” sembrava in tutto e per tutto il “fratello povero” del Brunello di Montalcino. Veniva servito unicamente in caraffa e solamente in zona. Fu un gruppo di giovani viticoltori che intrapresero l’iter per far riconoscere DOC quel vino, per poi, dal 2011, ricevere l’etichettatura DOCG, pur mantenendo anche quella DOC, la quale presenta caratteristiche differenti. Oggi il Montecucco Sangiovese, nelle sue varianti, viene prodotto da circa circa 800 ettari di vitigni.


Metodo di produzione del Montecucco Sangiovese DOCG

I vini Montecucco Sangiovese hanno, nel metodo produttivo, un disciplinare piuttosto rigido in cui si prevede che la produzione derivi, almeno al 90%, da uve di Sangiovese con affinamento minimo di 16 mesi per il Rosso Base DOCG (circa 12 in botti di legno), mentre il Riserva deve affinare per almeno 30 mesi, di cui almeno 24 mesi in botti di legno. La percentuale indicata lascia spazio alla possibilità di blend nella misura massima del 10%.


La produzione e l’imbottigliamento devono assolutamente avvenire nella zona indicata e tipica del Montecucco, in provincia di Grosseto, senza portare “esternamente” le uve. Questo perché prima del travaso, vi sono da eseguire diversi interventi enologici abbastanza complicati, come ad esempio le operazioni di filtraggio, chiarificazione, trattamento a freddo. Se non conformi potrebbero compromettere in maniera incisiva la qualità del vino e le sue caratteristiche.


Cibo e vino: gli abbinamenti ideale del Montecucco Sangiovese DOCG

Come per altri rossi toscani, gli abbinamenti del Montecucco Sangiovese DOCG sono abbastanza intuitivi, poiché non si discostano molto dagli altri vini della regione con simili caratteristiche.


Fondamentalmente si tratta di un vino adatto ad accompagnare piatti come carni rosse, sughi di carne in generale, pietanze di cacciagione, arrosti, formaggi stagionati e portate tipiche della cucina toscana. E’ un vino che in molti casi viene identificato come “invernale”, pensando agli abbinamenti con polenta, funghi e spezzatino, bolliti misti, stracotti di carne e brasati. Non stona affatto, però, anche con grigliate e carne cucinata alla piastra, dimostrando versatilità.