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Chianti Classico DOCG: differenze, qualità rispetto al Chianti DOCG

Chianti Classico DOCG: differenze, qualità rispetto al Chianti DOCG

Il Chianti Classico DOCG è tra i vini rossi più pregiati della Toscana e rispetto al “normale” Chianti DOCG prevede delle maggiori restrizioni, sia produttive che territoriali. La zona di produzione, infatti, è più circoscritta e limitata a poco meno di 72 mila ettari, suddivisi tra la provincia di Firenze e quella di Siena, con una sensibile prevalenza di quest’ultima. Esternamente a questa zona, si estendono i colli per la produzione dell’altro Chianti. Il Chianti Classico DOCG è dunque più “nobile” rispetto alla variante tradizionale non solo perché meno diffuso, ma anche perché ha un caratteristiche differenti che lo rendono un vino maggiormente strutturato e corposo.


La carta d’Identità del Chianti Classico DOCG

La zona di produzione conta solamente nove comuni interessati del tutto o parzialmente alla produzione del Chianti Classico DOCG. Greve in Chianti, Barberino Val d’Elsa, Tavarnelle Val di Pesa e San Casciano in Val di Pesa in provincia di Firenze, mentre Castellina in Chianti, Gaiole, Radda, Castelnuovo Berardenga e parte del Comune di Poggibonsi in provincia di Siena.


Le colline con terra prevalentemente argillosa sono a pendio dolce, con un’altezza che potrebbe variare da 200 m slm a non oltre 600 - 700 m slm. Sono ben cinque fiumi che delimitano naturalmente la zona di produzione del Chianti Classico e le escursioni termiche tra estate e inverno contribuiscono a caratterizzare questo pregiato vino.


Prodotto con uve di Sangiovese da un minimo di 80% fino a un massimo della sua totalità, può essere mischiato ad altre uve locali a bacca rossa, in una percentuale non superiore al 20% del complessivo.


Il Chianti Classico DOCG si presenta limpido e di colore rubino intenso che può arrivare anche ad essere molto scuro. Le note floreali (mammola e violetta) si abbinano a quelle dei frutti di bosco, mentre i più esperti percepiranno anche una nota balsamica e speziata. Al palato si percepisce un sapore armonico e asciutto, quasi vellutato. L’invecchiamento minimo deve essere di 11 mesi e va messo in commercio a partire da ottobre dell’anno successivo alla vendemmia, in bottiglie specifiche. Il Chianti Classico conta 12° di gradazione minima, mentre il Riserva deve avere almeno 12,5° alcolici.


Origini e cenni storici del Chianti Classico DOCG

Il Chianti Classico distingue le sue origini dal Chianti tradizionale e maggiormente diffuso. Per trovare le prime testimonianze di questa specie di vini è necessario indietreggiare nel tempo.


Nel secolo XIII venne fondata la Lega del Chianti, un vino prodotto interamente con uve Sangiovese. Ancora oggi, lo stemma del gallo nero su fondo dorato, è il logo del moderno Consorzio del Chianti Classico il cui compito è tutelare proprio questo tipo di vino.


Il primo documento ufficiale in cui compare la nomenclatura è risalente al 1398: da lì in poi iniziarono anche le esportazioni, soprattutto verso la Gran Bretagna, che, ben due secoli dopo, divenne uno dei primi Paesi importatori di Chianti Classico.


A questo punto la storia del Chianti Classico si fonde, almeno parzialmente, con quella del Chianti generico grazie alla Famiglia De’Medici che compie una delimitazione di territorio, anticipando di fatto quello che oggi sarebbe il marchio DOC. Nel 1932 si ebbe una nuova divisione territoriale, sulla quale si può discutere ancora oggi. Nel 1996 al Chianti Classico viene riconosciuta piena autonomia, distinguendolo così dal Chianti generico.


Metodo di Produzione del Chianti Classico DOCG

Il Chianti Classico DOCG è composto principalmente da uve Sangiovese con un minimo dell’80% ma può includere altre varietà esclusivamente rosse, a differenza della variante più generica del Chianti.


L’uva viene pigiata per ottenere il mosto che poi stazionerà nelle botti per un paio di settimane, iniziando e ultimando così la fermentazione. Le bucce tenderanno a galleggiare formando un “cappello”, il quale, una volta rimescolato diverse volte, libera polifenoli prima della cosiddetta “svinatura” e dei successivi travasi. Il riposo in botti di rovere è il prossimo passaggio per il "Riserva" (24 mesi) oppure per il Chianti Classico destinato alla vendita (11 mesi).


Chianti Classico DOCG e cibo: un abbinamento perfetto

Chianti Classico DOCG si abbina facilmente a piatti ricercati e di un certo spessore. Selvaggina, ragù, brasati spezzatini con polenta, sono solo alcuni esempi in cui è consigliabile degustare il Chianti Classico. La varietà Riserva si abbina meglio a selvaggina e a umidi.

  1. Carni Rosse: carni rosse, selvaggina, cucinate alla brace, alla griglia o in umido.
  2. Pasta: piatti a base di sughi di selvaggina o di carne
  3. Formaggi: pecorino toscano, formaggi a pasta dura e ad alta stagionatura.